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Nel nome di Melissa, 10mila studenti a Brindisi: Siamo qui per combattere il silenzio e la paura

(ansa)

Nel nome di Melissa’. In migliaia, 4mila secondo la questura, si sono dati appuntamento a Brindisi per partecipare al corteo in ricordo di Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni dell’istituto superiore ‘Morvillo-Falcone’ uccisa da un’esplosione sabato scorso davanti alla scuola. In testa al corteo uno striscione degli studenti dello stesso istituto con la scritta ‘Io non ho paura’. ‘Umiliati, offesi ma in piedi’, è scritto in un altro striscione.
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Tra i partecipanti al corteo anche una bimba di 3 anni e mezzo, insieme ai genitori che indossa una maglietta su sui si legge: ‘Non voglio crescere nella paura’. Molti giovani che partecipano alla manifestazione si sono colorati le mani.
In mattinata una messa è stata celebrata nell’atrio della scuola davanti alla quale sabato scorso è scoppiato un ordigno che ha ucciso Melissa. La messa è stata celebrata da don Giuseppe Satriano, vicario generale del vescovo, monsignor Rocco Talucci.
L’attentato “ci ha spaventati ma non ci fermiamo” ha detto Francesca, studentessa del liceo scientifico ‘Fermi’ di Brindisi, coordinatrice dell’Unione degli studenti della città pugliese, parlando con i giornalisti prima dell’inizio della manifestazione. “Vogliamo dare un segnale forte da parte di questo territorio per un riscatto e contro un gesto che è figlio di una cultura dell’illegalità e della cultura mafiosa”, ha aggiunto. “La mobilitazione non finisce oggi”.
“Questo è un punto di partenza – ha sottolineato da parte sua Martina Carpani, presidente della consulta provinciale degli studenti e coordinatrice dell’Uds – Quel gesto non ci ha fermato, vogliamo andare avanti. Indipendentemente dalla matrice di quel gesto vogliamo lottare contro la violenza, contro l’individualismo e contro la cultura criminale”.
“Siamo qui per determinare la rottura del silenzio e della paura che si è voluta imporre agli studenti e alla scuola attraverso questo attacco e questa bomba al ‘Morvillo-Falcone’” ha detto Francesco Pagliarulo, dell’Unione degli Studenti pugliesi. Questa manifestazione è stata organizzata “perché non si parli più di Brindisi come una città dove fanno esplodere le bombe e dove c’è la Sacra corona unita ma di una città dove la società civile e gli studenti sono in grado di costruire un riscatto”, ha aggiunto.
Secondo le volontà ben precise espresse dalle studentesse e gli studenti brindisini il corteo “non sarà una sfilata per pochi, sarà la giornata di riscatto e protagonismo, menzionati già nell’appello di lancio della mobilitazione. Per lasciare spazio e dare voce agli studenti di Brindisi, pochi saranno gli interventi dal palco delle associazioni e dalle casse non risuonerà alcuna musica, ma solo la voce delle compagne e dei compagni di scuola di Melissa e delle altre ragazze ferite, di tutti gli studenti brindisini che hanno bisogno di rispondere con coraggio al vile attacco del 19 maggio, per riuscire ad esclamare in maniera convinta ‘Io non ho paura!’.
“Il corteo però non vuole essere una marcia funebre, non vuole evocare tristezza e paura, ma anzi – spiegano gli organizzatori – sarà quanto più colorato possibile. Gli studenti di tutta Italia porteranno durante il corteo centinaia di palloncini e si coloreranno le mani. Le mani colorate sono il segno di chi non vuole essere sopraffatto dalla paura e chiede con forza un riscatto concreto – dichiara Martina Carpani, presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Brindisi – perché non si può e non si deve pensare che come studentesse e studenti lasceremo che il nostro territorio venga controllato tramite la paura e soprattutto non permetteremo che, a riflettori spenti, ci si dimentichi di quello che è successo nella nostra città”