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Crolla il muro Usa-Cuba: scambio di prigionieri e apertura ai visti. Obama: ora via all’embargo. Decisiva la mediazione di Papa Francesco

Crolla il muro Usa-Cuba: scambio di prigionieri e apertura ai visti. Obama: ora via all’embargo. Decisiva la mediazione di Papa Francesco

Svolta storica nelle relazioni tra Usa e Cuba. Ad annunciarlo il presidente Usa Barack Obama e quello cubano Raul Castro in due discorsi andati in onda in contemporanea dopo il rilascio del tecnico americano Alan Gross, detenuto per cinque anni a Cuba.

In 50 anni l’”isolamento non ha funzionato”, ha sottolineato Obama annunciando l’avvio di nuove relazioni con Cuba. Gli Stati Uniti metteranno “fine ad un approccio datato” con L’Avana allentando il regime delle sanzioni, ha spiegato. Quindi il ringraziamento a Papa Francesco: “Ringrazio sua Santità Papa Francesco per i suoi sforzi perché il mondo appaia come deve essere”.

Anche Castro si è rivolto al Pontefice: “Ringrazio l’appoggio del Vaticano e di Papa Francesco per aver contribuito a migliorare i rapporti tra Usa e Cuba”. Cuba e gli Stati Uniti “sono d’accordo nel ristabilire tra loro le relazioni diplomatiche”. La decisione di Obama di imprimere una svolta ai rapporti tra Washington e L’Avana “merita il rispetto e la riconoscenza del nostro popolo”, ha proseguito Castro. “Siamo riusciti a fare progressi verso la soluzione di numerose questioni di interesse per entrambe le nostre nazioni”, ha detto. “I progressi compiuti negli scambi che abbiamo avuto mostrano che è possibile trovare una soluzione a molti problemi”, ha detto ancora il presidente cubano. “Dobbiamo imparare a vivere insieme in modo civile, nonostante le nostre differenze”, ha poi concluso.

Da parte sua il Papa ha espresso “vivo compiacimento per la storica decisione dei Governi degli Stati Uniti d’America e di Cuba di stabilire relazioni diplomatiche, al fine di superare, nell’interesse dei rispettivi cittadini, le difficoltà che hanno segnato la loro storia recente”. “Nel corso degli ultimi mesi – ha fatto sapere una nota della Segreteria di Stato vaticana – il Santo Padre Francesco ha scritto al Presidente della Repubblica di Cuba, Raúl Castro, ed al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per invitarli a risolvere questioni umanitarie d’interesse comune, tra le quali la situazione di alcuni detenuti, al fine di avviare una nuova fase nei rapporti tra le due parti”. La Santa Sede, ha proseguito ancora la nota, “accogliendo in Vaticano, nello scorso mese di ottobre, le delegazioni dei due Paesi, ha inteso offrire i suoi buoni offici per favorire un dialogo costruttivo su temi delicati, dal quale sono scaturite soluzioni soddisfacenti per entrambe le parti”. “La Santa Sede continuerà ad assicurare il proprio appoggio alle iniziative che le due Nazioni intraprenderanno per incrementare le relazioni bilaterali e favorire il benessere dei rispettivi cittadini”, ha assicurato la nota.

Anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha accolto “con sincero apprezzamento lo storico annuncio effettuato oggi dal presidente Obama e dal presidente Castro di un disgelo nei rapporti tra gli Stati Uniti e Cuba”. Renzi ha rivolto “un pensiero riconoscente a Sua Santità Papa Francesco, il cui interessamento e costante sostegno hanno svolto un ruolo cruciale nello scrivere una pagina storica che conferma il suo personale impegno per la pace e la fratellanza tra i popoli”. Il riavvicinamento tra i due Paesi, ha sottolineato il premier italiano, è “un passo avanti straordinario” che “apre una nuova pagina nelle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba, foriera di nuove opportunità di sviluppo e crescita civile e economica delle quali trarrà giovamento l’intero emisfero occidentale”.

Hillary Clinton, ex segretario di Stato Usa, sostiene la decisione del presidente Obama di cambiare la politica nei confronti di Cuba, spiegando che “l’isolamento ha avuto il solo effetto di rafforzare il potere del regime di Castro”. Il modo migliore per portare il cambiamento a Cuba, ha aggiunto, è “dare accesso alle persone ai valori, alle informazioni ed ai prodotti disponibili nel resto del mondo”. L’obiettivo è di “aumentare il dialogo con gli Stati Uniti nei giorni e negli anni a venire”. Cosa che, per la sempre più probabile candidata democratica alla successione di Obama, “dovrebbe incoraggiare riforme reali e durature per il popolo cubano”, aggiungendo che “altri paesi delle Americhe dovrebbero unirsi a noi in questo sforzo”.

Prima dell’annuncio storico era arrivata la notizia del rilascio, dopo cinque anni di detenzione a Cuba, del tecnico americano Alan Gross, arrestato nel 2009 mentre lavorava per conto di UsaAid, la cooperazione statunitense, ad un progetto per facilitare l’accesso ad Internet nelle piccole comunità del paese. Le condizioni fisiche e psicologiche del 65enne ebreo americano erano andate deteriorandosi negli ultimi tempi. Nel mese di aprile scorso Gross aveva fatto uno sciopero della fame di 9 giorni e a maggio, dopo aver compiuto il suo 65mo compleanno in carcere, aveva annunciato ai suoi visitatori che non avrebbe resistito chiuso dietro le sbarre fino al giorno del suo successivo compleanno. Il mese successivo la moglie Judy Gross e il suo legale avevano lanciato l’allarme sulle condizioni del detenuto: l’avvocato Scott Gilbert aveva detto di temere che il suo assistito volesse togliersi la vita.