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Draghi: Incertezza sull’economia nel 2012, bisogna rafforzare il fondo salva stati

‘Le previsioni dell’economia sono incerte e esposte a rischi”. Il presidente della Bce, Mario Draghi commenta così la decisione di lasciare il tasso di riferimento invariato all’1% che, spiega, “è stata presa all’unanimità”. Il Consiglio direttivo dell’Eurotower, che il mese scorso ha taglio i tassi dello 0,25%, ha deciso oggi di non intervenire. Il tasso sui depositi resta allo 0,25% e quello marginale all’1,75%%.
I mercati “hanno apprezzato quanto realizzato in Italia”. E’ l’unica frase in cui il presidente della Bce, Mario Draghi cita direttamente l’Italia. In diversi passaggi, però, rispondendo alle domande, evidenzia che quanto fatto sul piano del consolidamento fiscale nei paesi a rischio dell’area euro, quindi a partire dall’Italia, “è straordinario”.
L’orizzonte però potrebbe schiarirsi a breve.”Continuiamo a pensare che l’attività economica riprenderà progressivamente nella zona euro nel 2012 sostenuta dalla domanda e dalle misure prese”. Per questo, aggiunge, ”serve varare d’urgenza il nuovo trattato fiscale europeo e il rafforzamento del fondo Salva Stati”. E poi ci vuole chiarezza. Il Fiscal Compact su cui si sta discutendo in Europa, dice Draghi, deve essere ”chiaro e non ambiguo sulle regole”.
Il rigore nei conti e le riforme strutturali devono procedere “insieme” per “rafforzare le prospettive di crescita e la creazione di posti di lavoro”. Le riforme sui mercato del lavoro “devono cancellare le rigidità e prevedere una maggiore flessibilità dei salari”.
”Alcuni Paesi che sono in difficoltà hanno intrapreso dei notevoli progressi nel risanamento dei conti pubblici e i mercati mostrano un certo entusiasmo e questo è incoraggiante”. Il risanamento dei conti pubblici, sottolinea Draghi, comunque, ”deve essere seguito da riforme strutturali per incoraggiare un ritorno alla fiducia e la creazione di posti di lavoro”.
A essere determinante sarà comunque “la stabilità del settore bancario” che, dice, “è un fattore chiave” per l’area euro. ”L’inflazione resterà sopra il 2% nei mesi a venire” ma, conclude Draghi, “poi scenderà”.