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Telefonata Fassino-Consorte, Berlusconi rinviato a giudizio. L’ex premier si difende: Mai ascoltata quella conversazione

“Mai ascoltato conversazioni del genere” altrimenti “me lo ricorderei”. Lo avrebbe dichiarato Silvio Berlusconi davanti al gup Maria Grazia Domanico nell’ambito del procedimento che lo vede accusato di rivelazione di segreto istruttorio per il passaggio di mano dell’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ai tempi della mancata scalata alla Bnl da parte di Unipol.
Una telefonata, quella tra l’attuale sindaco di Torino e l’ex presidente di via Stalingrado che l’ex premier, però, dice di non aver mai ascoltato. Diversa la ricostruzione degli inquirenti per i quali, stando alle dichiarazioni di altri indagati che per la stessa vicenda hanno scelto il rito abbreviato e il patteggiamento, Berlusconi avrebbe ascoltato il nastro direttamente nella sua villa di Arcore alla vigilia del Natale 2005.
In tarda mattinata il gup, ora in camera di consiglio, deciderà se rinviare a giudizio il leader del Pdl oppure se procedere con un proscioglimento.