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Calearo: Basta con queste polemiche, mi dimetto. E a Veltroni: Lo avevo avvisato che non sono mai stato di sinistra

”Le mie assenze alla Camera sono cominciate alla vigilia di Natale. In quei giorni mia moglie si è ammalata seriamente. Ho scelto di rimanerle vicino. E’ morta il 19 marzo scorso. Nel frattempo ho ripreso a lavorare nella mia azienda. Quando sono ritornato in Aula sono stato male, ho provato un grandissimo disagio e ho cominciato a schifare una classe politica che è sempre la stessa”. In una intervista a ‘Il Fatto’, Massimo Calearo, imprenditore veneto, ex Pd e Api, ora con i ‘responsabili’ di Domenico Scilipoti, spiega le ragioni della sua assenza dall’Aula di Montecitorio. Dopo le polemiche di questi giorni suscitate dalle sue ultime dichiarazioni, l’esponente di ‘Pt’ annuncia che è pronto a dimettersi. ”Lo sa che le dico? Basta, mi dimetto – avverte Calearo – così la finiamo con le polemiche. Aspetto solo che quegli sciocchini del Pd la smettano di spararmi addosso, poi scrivo la lettera per Fini. Li avevo avvisati che non ero mai stato di sinistra, sono un moderato, al massimo posso essere un laburista”. 

 

 

”Formare una corrente e’ scimmiottare la peggior politica, ma Squinzi deve ascoltare le richieste, ha vinto con un margine troppo stretto. Comunque questo ‘showdown’ deve finire presto, ci sono migliaia di aziende che vogliono entrare in Confindustria e la crisi economica e’ di una gravita’ senza precedenti”. Ad affermarlo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, e’ l’ex presidente di Confindustria, Giorgio Fossa.

 

RINNOVABILI: CLINI, FERMANDOLE RISCHIAMO AUTOGOL E NON TAGLIAMO I PREZZI

 

”Mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili, come ha fatto recentemente l’Autorita’ per l’Energia, e’ un errore strategico. Rischieremo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacita’ innovativa del Paese, penalizzando l’industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom”. Ad affermarlo, in un’intervista a ‘La Repubblica’, e’ il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.