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Il Governo mette on line i redditi dei Ministri. Renzi dichiara 145000 euro, Padoan si taglia lo stipendio di 100.000 euro

Il Governo mette on line i redditi dei Ministri. Renzi dichiara 145000 euro, Padoan si taglia lo stipendio di 100.000 euro

Al fotofinish, i termini di legge scadono oggi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi (assieme a parecchi suoi ministri) ha diffuso ieri via internet la sua dichiarazione dei redditi 2013 (relativa ai guadagni 2012). Finora molti giornali avevano indicato il suo reddito da sindaco di Firenze in 4.300 euro netti ma in realtà il premier l’anno scorso ha dichiarato parecchio in più: 145 mila euro lordi, pari a 90.000 netti e dunque a circa 7.500 netti al mese. Reddito che comprende altre entrate oltre all’emolumento da sindaco e rendite (poche centinaia di euro) da immobili. Che poi sono due: la prima casa di Pontassieve di 12,5 vani in comproprietà con la moglie e il 22,5% di un altro fabbricato di 17 vani a Rignano. La moglie di Renzi, Agnese Landini, docente precaria, ha dichiarato 8.162 euro.
Se quest’anno Renzi dovesse dichiarare solo lo stipendio di premier raggiungerebbe un reddito di circa 114 mila euro lordi. Dunque – ma i conti veri si faranno solo l’anno prossimo – è ipotizzabile che da premier Renzi guadagni qualcosa in più rispetto alla sola retribuzione di sindaco di Firenze alla quale però nel 2012 ha aggiunto altre entrate. Ne consegue che quest’anno – senza entrate aggiuntive alla sola retribuzione da premier – potrebbe guadagnare meno dei 145 mila euro denunciati per il 2012.

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Renzi non è l’unico in questa situazione. Già, perché, contrariamente a quello che comunemente si pensa, lo stipendio da ministro supera di qualcosa i 5.000 euro netti mensili. Cifra lontana anche dali redditi dei superburocrati che possono guadagnare fino ad un massimo di 240 mila euro lordi l’anno.
Accade così che la nomina a ministro dell’Economia per Pier Carlo Padoan si traduca in una dolorosa sforbiciata di 100.000 euro lordi annui rispetto ai suoi emolumenti come dirigente dell’Ocse, l’organizzazione dei paesi più industrializzati del mondo che ha sede a Parigi.
Ci rimette un sacco di soldi anche Federica Guidi, ministro dello Sviluppo. Da imprenditrice l’anno scorso ha denunciato quasi 300 mila euro lordi. Quest’anno scenderà a 114 mila sempre lordi, cui si somma una diaria per la sua permanenza a Roma di circa 30 mila euro annui.

La musica non cambia anche per il ministro dello Sviluppo, l’emiliano Giuliano Poletti, ex presidente della Lega Coop e attuale ministro del Lavoro. Grosso modo l’ingresso nella stanza dei bottoni verrà a costare a Poletti una cinquantina di migliaia di euro poiché nel 2013 ha dichiarato 193 mila euro lordi e quest’anno supererà di poco i 114 mila. Per il resto il governo Renzi non presenta grandissime sorprese. Il ministro degli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta ha dichiarato circa 120 mila euro, mentre il ministro Gian Luca Galletti circa 137 mila. Gli altri, quasi tutti parlamentari, si collocano fra i 95 e i 110 mila euro.