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Caso Escort, nuove intercettazioni di Berlusconi: “Sono stato dichiarato il politico più sexy del mondo”. Spunta la conduzione di un programma a Belen

Caso Escort, nuove intercettazioni di Berlusconi: “Sono stato dichiarato il politico più sexy del mondo”. Spunta la conduzione di un programma a Belen

Dice di sé: «Sono proprio assediato da quando hanno visto che sono stato dichiarato da Playboy il politico più sexy del mondo». E ancora: «Non possiamo vederci e mi dispiace molto, perché io, sai, a tempo perso faccio il primo ministro (ride), e quindi me ne succedono di tutti i colori…».

È novembre del 2008, il Cavaliere è in piena auge. Premier impegnato in mille incontri, anche se non rinuncia a incontrare ragazze in quantità. Tante, fino a 60 ospiti nella sua casa in una sola sera. Sette anni dopo è in corso a Bari il processo nel quale è imputato Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore che gli avrebbe garantito le ospiti per le serate ad Arcore e a Palazzo Grazioli. E ieri, con uno straordinario tempismo (oggi è l’ultimo giorno di obbligo dei servizi sociali per l’ex presidente del Consiglio) sono state depositate le trascrizioni di migliaia di pagine di intercettazioni, ore di conversazioni tra Gianpi e il leader di Forza Italia.

Nelle telefonate, si sente la voce del Cavaliere che parla di politica e televisione. Che offre occasioni a tutte le fanciulle, anche a Belen, alla quale, durante una delle tante seratine, fa capire di aver dato un programma da condurre. Alla bella argentina, B. sembra tenere in maniera particolare: «Se un giorno tu avessi la voglia di passare una cena con me o di vedermi, io sono a tua disposizione. Qualunque cosa, sai che hai un amico, un estimatore che ti vuole bene. Ciao piccola».

HO DUE BAMBINE

Le cene “eleganti” che hanno fatto il giro del mondo, non potevano che essere ad alta densità di personaggi dello spettacolo e della televisione. Utili per le giovani con il sogno della celebrità. Colpisce comunque la quantità di conversazioni che l’allora uomo più potente d’Italia fa con l’imprenditore barese. Tarantini: «Presidente, mi scusi se l’ho richiamata, solo per dirle che mi ha telefonato Francesca. Chiedeva se poteva portare due amiche molto carine, amiche sue». «Molto? – chiede il padrone di casa – Molto belle?» «Molto belle», leva ogni dubbio Gianpi. La riserva viene sciolta con facilità: «Io penso di sì… noi siamo messi così, come uomini: tu, io, poi, Carlo Rossella, presidente di Medusa… Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno, e un responsabile di tutta la fiction Rai. Sono persone che possono far lavorare chi vogliono». E Tarantini: «Perfetto, va bene». «Ecco, quindi – aggiunge Berlusconi – le ragazze hanno l’idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino, quindi (incomprensibile). Ecco, l’unico ragazzo sei tu, gli altri sono dei vecchietti… che però hanno molto potere. Allora… io c’ho pure due bambine piccole, che è tanto che non vedo, per cui, una fa la giornalista in Rai… ehh… in Mediaset, allo sport, è una napoletana molto simpatica, molto dolce…e un’altra bambina di 21 anni, brasiliana, che un po’ mi ha ha pianto al telefono, dicendomi che l’avevo dimenticata, e allora la faccio venire. Ma insomma, senza peso».

LA CANCELLIERA

Le proposte per le serate continuano. Gianpi non vuole mollare la presa. Ma il Cavaliere è spesso impegnato. «Mi fanno lavorare troppo – dice in un’intercettazione del 16 novembre 2008, registrata dagli investigatori – Martedì è il turno degli imprenditori della moda, e quindi, purtroppo, faccio un bilaterale con la Merkel, a Trieste. Mercoledì mattina e il pomeriggio, e poi prendo l’aereo, vengo a Roma, e a Villa Madama ho questi 70, 80 imprenditori a cena. Quindi sono assolutamente fregato». Qualche giorno dopo Tarantini, proprio a proposito della cancelliera tedesca, si lancia in battute e commenta «il siparietto con la Merkel». «È stato bellissimo, bellissimo veramente», azzarda. Il riferimento è al «cucù» fatto in piazza da Berlusconi al primo ministro tedesco. «Eh…quando fai un bilaterale – replica il leader di Forza Italia – bisogna studiare 2 o 3 ore almeno, per prepararsi, hai capito?». Quello stesso giorno, in un’altra telefonata, Tarantini rivela: «Io c’avevo, ieri, una mia amica che le volevo presentare, una cosa…». «Sei pieno di amiche – gli risponde – complimenti». «No, ma quella di ieri era da vedere – continua l’imprenditore – incredibile, quella che ha vinto miss Roberta, quella dell’intimo». «Sì, sì – ricorda B. – il culetto d’oro di miss Roberta». «Bravo – risponde ridendo Tarantini – mulatta, bellissima, 22 anni, fantastica».

LE PARLAMENTARI

Si passa dagli impegni politici alle liste elettorali, dalle riunioni di partito ai nomi delle candidate. E il discorso cade sulle parlamentari. «Queste due bufale messe in giro – si sfoga l’ex premier – veramente è una cosa pazzesca…vedo su tutte le agenzie internazionali sono accusato di frequentare delle ragazze minori, roba da matti». E continua: «Non c’è una velina nelle mie liste. I prototipi a cui (incomprensibile) si chiamano Carfagna, si chiamano Gelmini, si chiamano Prestigiacomo, si chiamano Ravezzo, si chiamano Bergamini, si chiamano coso…, tutte le mie parlamentari sono le migliori della Camera, 98,8 per cento di presenza al voto».

La sera del 4 novembre 2008, poi, Silvio Berlusconi sta per rientrare nella sua residenza romana. Riceve una telefonata dal numero di Tarantini, all’epoca già intercettato. Dall’altra parte della cornetta, però, c’è una donna. «Pronto, presidente, sono Barbara, noi la stiamo aspettando, stiamo già a tavola». E Berlusconi: «Da me?». «Sì – è la risposta – manca solo lei, l’aspettiamo». Il giorno dopo B. chiama Tarantini per parlare della serata, chiede: «Non hai avuto ritorni?». E Gianpi: «Ho avuto, sì, ma che cosa gli fa alle ragazze che rimangono tutte entusiaste?! (ride). Mi creda, presidente, lo dicono veramente. Mi ha detto “Gianpaolo, non ho mai incontrato una persona così dolce nella mia vita”, perché poi si innamorano, questo è un problema (ride)». E l’ex premier: «Questo è sempre stato il mio problema, le donne che si innamorano. È una cosa che mi perseguita da tutta la vita».